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PIETRO TARICONE
Nato il 4 febbraio 1975 a Frosinone. Morto
a Terni il 29 giugno 2010
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“Nec
sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse”. Né senza i Marsi né contro
i Marsi (Roma) può trionfare. E' lo storico Appiano di Alessandria a
tramandarci questa massima diffusa tra gli antichi Romani. L'esercito di
Marte, dio della guerra da essi fortemente venerato al punto da desumerne il
nome, è un popolo italico di origine indoeuropea e lingua osco-umbra. Genti
fiere e valorose, i Marsi penetrano in Italia nella seconda metà del II
millennio a. C., trovando fissa dimora nei pressi del lago Fucino, ampia
area dell'odierno Abruzzo nota, appunto, come Marsica. Nelle guerre di Roma
contro i Sanniti, i Marsi si schierano alternativamente contro e al fianco
dei Romani. Concupiti e mai sottomessi, hanno fama di essere guerrieri
ardimentosi, nerboruti e taurini, ma soprattutto molto audaci. Tanto da far
dire ai latini: occorrono quattro legionari romani per fare un guerriero
marsicano. A questa vigorosa discendenza appartiene Pietro Taricone, “'o
guerriero” della prima, leggendaria edizione del “Grande Fratello”. Il
sanculotto (come lui stesso ama definirsi) del Duemila nasce a Frosinone,
sotto il rassicurante influsso del segno dell'Acquario. Papà
Francesco
(detto Checco) è un dirigente dell'Alcatel, mentre mamma Maria Teresa fa la
maestra. Entrambi nascono a Trasacco, un paesino situato sulla sponda sud
dell'alveo del Fucino, nel pieno cuore della Marsica. Il trasferimento dei
Taricone in terra di Ciociaria è dovuta alle esigenze di lavoro del
capofamiglia. Ma Trasacco è sempre nel loro cuore, unitamente a nonni, zii,
cugini ed alla casa di famiglia ubicata in via Grecia. Per Pietro Trasacco
rappresenta il ricordo di una placida infanzia, i giochi in piazza, gli
amici di sempre e la dolce reminiscenza della sua “prima volta”. A dieci
anni, un piccolo accadimento che ci fa ben capire di quale pasta sia fatto
il giovane armigero Taricone. Libero e beato, il piccolo Pietro vagabonda
con la sua comitiva di amichetti per i prati di Sant'Elia, minuscola
frazione di Trasacco. All'imbrunire i ragazzi decidono di piantare le tende
da campeggio per trascorrere un'allegra notte all'aria aperta. Il posto è
tranquillo, la vallata è quella giusta. Pietro ama la natura, adora correre
per i campi, arrampicarsi sugli alberi (per la sua abilità i suoi amici lo
soprannominano “scimmia”) e soprattutto esplorare gli anfratti più nascosti
di quelle valli. Ogni siepe può nascondere un tesoro, ogni acrocoro è
un'avventura. Il piccolo Pietro si adopera per bucare il terreno ove andrà
collocata la tenda. All'improvviso un lancinante dolore: un oggetto
appuntito gli trapassa la pianta del piede. Non un grido, non una lacrima,
non una smorfia di dolore. Pietro si allontana dalla comitiva, controlla la
ferita e, senza fare una piega, dice: “S'è fatto tardi, devo tornare a
casa”. Forse è proprio lì, tra i prati di Sant'Elia, che “'o guerriero” è
venuto alla luce. Gli anni passano. Dinamico e zelante, si prende cura del
proprio corpo in maniera quasi ossessiva, trascorrendo ore ed ore in
palestra. A quattordici anni, dicono, ha già un fisico marmoreo.
Appassionato di arti marziali, conquista la cintura arancione di karate. Una
disciplina mai abbandonata: attualmente è cintura nera Seconda Dan. Audace,
intrepido e grintoso, il ragazzo è un vulcano di idee. Dopo la maturità
scientifica (54 su 60) si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. Ma la
prospettiva di una vita togata certamente non lo alletta. A diciotto anni
prende in gestione un disco-bar a Caserta (dove, nel frattempo, si è
trasferita tutta la famiglia). Tra un cappuccino e una brioche, sfodera
tutta la sua esplosiva carica di simpatia, facendo, ovviamente, stragi di
cuori. Ma l'attività non gira, e ben presto Pietro si smarca. Ci riprova con
un pub: entusiasmo alle stelle, questa volta gli ospiti sono giovani,
giovanissimi. A colpi di bacardi e mojitos, il nostro eroe conquista un
copioso esercito di fans, che tuttavia non bastano a far decollare il
locale. Forse è il caso di cambiare radicalmente rotta. Diventa
amministratore di condominio. Un mestiere in giacca e cravatta, lontano anni
luce dalle atmosfere alticce e caciarone dei locali notturni. Ma giorno dopo
giorno, riunione dopo riunione, Pietro comincia a prenderci gusto. Al punto
da mantenere questo incarico per parecchio tempo. E tra una lite di vicinato
ed un'altra, le irrinunciabili sedute nella palestra “Willy e Gym” di
Caserta. Vita tranquilla di provincia: codici civili e penali, animate
riunioni condominiali, manubri per i bicipiti e panche per gli addominali.
Ma soprattutto le ragazze. Tante ragazze: un vero guerriero non può
sottrarsi alla lotta per la conquista affascinante che esista al mondo, le
donne. E di fortezze in gonnella Pietro ne ha espugnate, eccome! Ad
oggi se ne contano circa settanta. A soli quindici anni si avventura lungo i
sentieri dell'eros. Lo scenario, ancora una volta, è Trasacco. Piena estate,
l'aria è mite ed il cielo romanticamente stellato. Lei è una francesina
d'origine abruzzese, che ogni anno trascorre le vacanze con i parenti nel
paesino marsicano. “Durò una decina di minuti – ricorda autocriticamente
Pietro - ma la seconda volta mi sono messo d'impegno”. Da allora è un
crescendo rossiniano. La sua donna ideale? “Sedere piccolo, a goccia, come
quelli dei film di Tinto Brass, con belle mutandine bianche, una terza
misura di seno con i capezzoli a capitello, occhi chiari, tratti somatici da
russa”. Dalla casa del “Grande Fratello” orgogliosamente rivela anche le sue
misure: “22 centimetri, perché,
come ho letto su una rivista, va misurato in erezione”. Guerriero sì, ma
anche filosofo: “L'uomo innamorato per me non esiste: il vero amore è quello
non corrisposto, è solitudine e non relazione sociale”. La sa lunga Pietro,
eppure, assicurano gli amici, “non c'è probabilmente nulla di più lontano
dallo stereotipo dello sciupafemmine che ha creato la tv”. Testimoni
accreditati
ci restituiscono un Taricone circospetto e riflessivo, che prima di prendere
l'iniziativa con una ragazza pondera, valuta, medita. Un timidone? Mah! Anno
2000: Taricone partecipa ai provini di una nuova trasmissione tv: “Grande
Fratello”, reality show basato su un format olandese prodotto da Endemol. Il
titolo si ispira al romanzo di George Orwell “1984”, che narra di un Grande
Fratello (capo dello Stato totalitario di Oceania) il quale attraverso le
telecamere sorveglia i suoi cittadini. Protagonisti del programma, dieci
illustri sconosciuti che, rinchiusi per cento giorni in una casa, si
confrontano nella vita quotidiana spiati 24 ore su 24 dalle telecamere.
Nessuno sa come andrà la trasmissione, condotta all'epoca da Daria Bignardi.
Il risultato è un'incognita per tutti: produzione e attori. Il successo è
stratosferico. Sedici milioni di spettatori seguono la diretta della puntata
finale, che vede la vittoria di Cristina Plevani. Ad uno ad uno, i
concorrenti eliminati dal gioco escono dalla porta rossa, sommersi
dall'affetto di un pubblico in delirio. La critica storce il naso. Ma il
trionfo è inopinabile. E tra i dieci inquilini della casa più spiata
d'Italia anche lui, Pietro Taricone, che immediatamente mette in chiaro le
cose: “Fate, fate 'e pulizie, ubbidite. Io so' 'o guerriero. La comunità
tiene bisogno do' guerriero e 'o guerriero difende la comunità dal nemico,
non può sta' a fa' da mangià, a lavvà i piatti, a strofinà in giro, 'o
guerriero ha da combatte il nemico. Il momento è giunto e io combatterò,
perché si no' combatti, che si omm' a ffa'?”. Fieramente mostra al Paese
intero i suoi muscoli faticosamente scolpiti, gli sfarzosi tatuaggi (uno
scorpione sul braccio sinistro, un ideogramma giapponese sul petto e una
croce con cuore sulla schiena) e le sue raffinate arti amatorie. La prima a
cadere nella sua rete è proprio Cristina. Con la bella bagnina iseana, il
nostro Pietro flirta fin dai primi giorni. La Plevani è perdutamente
innamorata. 'O guerriero gongola. Passano solo quattro giorni, e Taricone
già pensa a sguainare la spada. Per consumare l'amplesso al di fuori
dell'occhio indiscreto delle telecamere, erige un giaciglio coperto dalle
tende, tra i divano e il muro. Nessuno vede quello che succede, ma non ci
vuole maga magò per intuire i dettagli. Ancora qualche coccola, ancora
qualche bacetto, dopo di che, per lui, la storia è bella e chiusa. Cristina
non si dà pace. Lui spietatamente sentenzia: “Stiamo andando oltre, è meglio
evitarlo, per tutti e due. Devi comportarti come all'inizio. Se ti va di
stare con me, me lo dici, sennò te lo dico io, ma non dobbiamo comportarci
come una coppia. Te lo dico in faccia, non sono ipocrita, mi sta stretto
'sto fatto di noi due come coppia”. Per ribadire il concetto corteggia
apertamente la “gatta morta” messinese Marina
La Rosa. Non
contento, dedica qualche attenzione anche alla piccola sarda Maria
Antonietta: “Guagliò, è nu fiore che sboccia”. Ma Pietro non è solo sesso e
muscoli. Generosamente elargisce anche perle di saggezza e cultura: “Pensa
se Alessandro Magno dall'Africa attaccava l'Italia: mica stavamo qui a parlà
così, o a fà il Grande Fratello”. Effettivamente... Amatissimo dal pubblico,
Taricone arriva in finale. Si classifica terzo, dietro al simpatico Salvo
Veneziano ed alla “Didone abbandonata” Cristina Plevani, che si consola
delle pene d'amore con il montepremi di 250 milioni di lire. Ma il vincitore
morale, universalmente riconosciuto è lui, Pietro Taricone. Tutti si
chiedono a questo punto cosa farà, tutti lo cercano, tutti vogliono. Ma lui,
con un colpo da maestro, pensa bene di dileguarsi per un bel po' di tempo,
evitando così una pericolosa sovraesposizione mediatica. Il ritorno del
guerriero vede come campo di battaglia il palcoscenico del Teatro Parioli,
dimora storica del “Maurizio Costanzo Show”. Quell'“Uno contro tutti”
condotto dal baffo più famoso d'Italia fa il pienone di ascolti: dieci
milioni di telespettatori rimangono incollati al video per seguire le gesta
dell'eroe marsicano. Dopo questo trionfo, lo ritroviamo posare senza veli
sulle pagine di “Max”. L'amministratore delegato della Titanus Guido
Lombardo lo vuole nella sua scuderia: “Taricone è un giovane Jean Paul
Belmondo”. E lui di cinema è uno che ne capisce. Pietro è al settimo cielo.
Ha sempre sognato di fare l'attore, fin da ragazzino. Ama in particolar modo
i film d'azione, primo fra tutti “Arma letale”, di cui conosce a memoria
ogni singola battuta. Mel Gibson e Al Pacino sono i suoi (inarrivabili)
modelli. Così, felice, firma un contratto di esclusiva di due anni con
la Titanus
per interpretare alcune fiction televisive. Nel 2001 partecipa come ospite
d'onore al “Galà della pubblicità”. L'anno dopo veste i panni di Superman
nel videoclip di Syria “Se tu non sei come me”. Sempre nel 2002 debutta come
attore in “Distretto di polizia
3”. Strappa una particina nel film diretto da Gabriele
Muccino “Ricordati di me” ed in “Radio West”, per la regia di Alessandro
Valori. Ancora fiction, al fianco di Alessandro Gassman in “Codice rosso”. A
seguire “Crimini”, “La nuova squadra” e “Tutti pazzi per amore”. Sul grande
schermo interpreta il pusher di Maradona nel film diretto da Marco Risi
ispirato alla vita del pibe de oro. Non disdegna nemmeno il ruolo di
opinionista, rispettivamente dei reality show “Wild West” (condotto da Alba
Parietti) e “Uno due tre stalla” (capitanato da Barbara D'Urso). Il 2009 lo
vede di nuovo protagonista del grande schermo con “Feisbum! Il film”,
pellicola in otto episodi ispirata al dilagante fenomeno Facebook. In tv lo
ritroviamo protagonista di “Pietro la notizia”, una rubrica che anima il
programma di Antonello Piroso “Niente di personale” (La 7). La galoppata del
guerriero si ferma, per ora, qui. E l'amore? Sembrerà impossibile, ma
finanche il principe (non diciamo re per motivi, se non altro, anagrafici)
dei tombeur de femme mette su famiglia. La fortunata fanciulla (peraltro
bellissima) è la modella e attrice polacca Kasia Smutniak, incontrata sul
set di “Radio West”. Dalla felice unione nasce, nel 2004, la piccola Sophie.
La coppia, un po' controcorrente, evita party, passerelle e tutto ciò che
luminosamente circonda il mondo vippaiolo. Vivono in una fattoria a
Campagnano, alle porte di Roma, circondati dalla quiete di una natura
quasi
incontaminata e da una moltitudine di amici a quattrozampe: dieci cavalli,
cinque cani, due asini, un esercito di gatti e qualche coniglio. Una vita
bucolica, che al nostro eroe ricorda, forse, gli anni delle sue passeggiate
per i prati di Sant'Elia. Tutto fila liscio per cinque anni. Poi un piccolo
incidente di percorso. In un momento di crisi, l'affascinante Kasia cade tra
le maglie del bel tenebroso Raz Degan, compagno di Paola Barale: tutto è
puntualmente documentato dai flash dei soliti paparazzi. Immaginiamo la
rabbia del guerriero ferito (e, soprattutto, platealmente cornificato). Ed
effettivamente lì per lì Pietro non la prende molto bene, tanto da
vendicarsi dell'oltraggio subito flirtando in pubblico, e ripetutamente, con
l'ex gieffina (edizione numero cinque) Cinzia Molena. Ma dietro quell'aria
da macho senza cuore, si cela un ragazzo sinceramente innamorato e,
soprattutto, un tenerissimo papà. I due ci riprovano, e, per ora, sembrano
più uniti e felici che mai. Un guerriero è un guerriero. Che,
all'occorrenza, sa anche perdonare.
(gennaio 2010)
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(La Repubblica, 29/06/2010)
Taricone non
ce l'ha fatta
L'attore è morto nella notte
Era ricoverato nel reparto rianimazione dell'ospedale di Terni dopo
un incidente con il paracadute.
Operato per oltre 9 ore, non ha mai ripreso conoscenza. Il decesso
dovuto a improvvise complicazioni

TERNI - Pietro Taricone non ce l'ha fatta.
L'attore, 35 anni, è morto dopo le 2 all'ospedale di Terni, dove era
stato ricoverato ieri, in condizioni disperate, in seguito a un
incidente durante un lancio con il paracadute 1. Si è spento nel
reparto rianimazione, dopo un intervento chirurgico durato più di
nove ore. Il decesso - riferiscono i sanitari - è stato provocato da
improvvise complicazioni.
Nel primo pomeriggio di ieri Taricone era rimasto gravemente ferito
in seguito a un lancio con il paracadute presso l'aviosuperficie di
Terni. Rianimato sul posto da personale del 118 dopo avere subito un
arresto cardio-circolatorio, era stato subito trasferito in ospedale
dove gli erano riscontrate diverse fratture. In particolare alle
gambe e al bacino. Taricone aveva inoltre subito traumi alla testa e
all'addome, con emorragie definite "importanti". Era stato quindi
operato per oltre nove ore e l'intervento aveva permesso di
risolvere il problema legato alle perdite di sangue e di ridurre le
fratture. Il decesso è avvenuto senza che Taricone avesse mai
ripreso conoscenza.
Il direttore sanitario dell'ospedale di Terni, Leonardo Bartolucci
ha parlato di uno "stato di choc protrattosi per tutto il tempo" e
che poi ha portato alla morte dopo un lunghissimo intervento
chirurgico. Lo stesso medico ha ribadito che Taricone non ha mai
ripreso conoscenza, così come sempre praticamente assente è stata la
pressione arteriosa.
Con l'attore è sempre rimasta in ospedale la compagna e collega,
Kasia Smutniak, che si era lanciata con il paracadute poco dopo di
lui dallo stesso aereo. Insieme a loro i parenti più stretti della
coppia.
La salma di Pietro Taricone è stata portata all'istituto di medicina
legale dell'ospedale di Terni e messa a disposizione della
magistratura. Sarà l'autorità giudiziaria a decidere se disporre
l'autopsia.
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(leggonline.it, 05/03/2010)
RAZ DEGAN: "A "BALLANDO" PER CAMBIARE
IMMAGINE"
L'intento è farsi conoscere meglio dal pubblico,
dopo essere stato sorpreso con Kasia Smutniak,
compagna di
Pietro Taricone, mentre era impegnato con la
showgirl
Paola Barale |
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(davidemaggio.it,
10/03/2010)
I GIEFFINI
TARICONE,
MONTRUCCHIO E MARCONI NELLA FAMIGLIA GAMBARDELLA
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(Corriere Del Mezzogiorno,
12/04/2010)
Kasia: "Se ho tradito
Taricone? Fatti miei"
Intanto è al cinema con John Travolta
Primo ruolo internazionale per la Smutniak, compagna
dell'attore casertano, in «From Paris with love»
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(TgCom, 21/04/2010)
Taricone non è geloso dei baci di Kasia sul set
"Sono finti e non temo i Brad Pitt di turno"
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Taricone gravissimo dopo
lancio paracadute

ANSA, 28-06-10
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